Quando gli archeologi, lavorando carponi sul terreno, seduti o sdraiati sulla pancia in posture non convenzionali, non riescono ad utilizzare al meglio la Telecamera da Casco, per arrivare ad inquadrare i dettagli più precisi dalle posizioni più “strane” e complicate, RayTalk ha prodotto delle Micro Telecamere Wireless Portatili, anzi trasportabili con supporto snodato.
La caratteristica peculiare, da qui il nome di “Telecamera Cigno”, è un lungo supporto totalmente snodabile per poter direzionare l’ottica della telecamera sul dettaglio desiderato, come appunto muove il collo un cigno.
Anche questa telecamera è alimentata a batteria e raffreddata da ventole, pesa solo 3,2Kg e viene utilizzata in qualsiasi condizione operativa. Incorpora il trasmettitore, le batterie per garantire una intera sessione di lavoro giornaliera ininterrotta, e la telecamera con stelo orientabile.
Telecamere Wireless Mobili per il Visitatore
L’area di scavo interessata, come tutti i grandi siti archeologici, si sviluppa su di un territorio molto vasto e ricco di avvallamenti, gole, crepacci artificiali, gradoni. Per questo è possibile ricavare punti di osservazione privilegiati, posizionati in alture, dalle quali è possibile contemporaneamente visualizzare l’opera di scavo di tanti archeologi, e tanti siti e aree della necropoli in fase di scavo.
Proprio in questi punti, RayTalk ha messo a disposizione telecamere anche autoalimentate con pannelli solari, ed in grado di collegarsi via radio con la tecnologia wireless, alla rete disponibile sulla zona collinare, e quindi dare la possibilità al visitatore del sito internet della diretta ww.raytalk.it, non solo di visualizzare attraverso questa telecamera l’area di scavo, ma di prenderne il controllo, e tramite una tastiera sul sito internet di pilotarla, orientandola a sinistra piuttosto che a destra, alto o basso, o eseguendo ingrandimenti zoom per ravvicinare i dettagli o i ritrovamenti visibili.
Quindi una visita al parco archeologico, oggi è già iniziata, anche se la realizzazione del parco sarà oggetto di un prossimo impegno delle autorità locali.
L’interazione non era mai avvenuta così in uno scavo archeologico, che di solito siamo abituati a vedere chiuso, transennato e non accessibile. RayTalk per questo tipo di applicazioni, che vedono l’impiego delle tecnologie wireless RayTalk abbinato a telecamere di videosorveglianza, vanta addirittura attività svolte con il colosso nipponico Sony, che nella campagna scavi 2008, è stato coinvolto insieme a RayTalk sullo scavo di Verucchio proprio per queste applicazioni.
Importante sottolineare la partnership tecnologica della Giapponese Sony con la Sammarinese RayTalk Wireless Professionals, per soluzioni integrate di videosorveglianza intelligente, vede diverse aree urbane d’Italia vigilate e sicure grazie alla perfetta integrazione tecnologica Wireless RayTalk e Telecamere Sony.
Regia Mobile Wireless e Network Distribuito
Il container, che normalmente viene utilizzato come magazzino attrezzi e primo ricovero per i ritrovamenti, posto a fianco dello scavo, è stato trasformato in una Centrale Operativa con computer che fanno da server video per lo storage delle riprese, mixer audio/video e connettività Internet. La connessione wireless a Banda Larga è permanente e collega in un’unica rete privata alla Centrale Operativa, quindi tutta la zona scavi, con il Museo di Verucchio, dove trova sede il laboratorio di primo restauro e gli alloggi/dormitori degli archeologi presso le Scuole Elementari.
Grazie alla copertura Wireless Geografica, che porta il segnale Wi-Fi ovunque in maniera pervasiva, i flussi video provenienti dalle varie telecamere utilizzate sullo scavo vengono registrati su hard-disk in alta qualità, andando a comporre il documento storico fondamentale.
Contemporaneamente, trattandosi di un network, le riprese vengono condivise dal server di streaming, che le comprime e le prepara per la trasmissione in real time su Internet.
Internet e Diretta Video Real Time
Tutti i giorni gli archeologi utilizzano le Telecamere Wireless a Casco e quelle mobili “a Cigno” come strumenti complementari al lavoro giornaliero, proprio come utilizzano la spatola, il pennello e la macchina fotografica.
Tutto è stato progettato per adattare la tecnologia alla quotidianità del lavoro, per non impattare sull’operatività e diventare veramente utile, vero strumento al servizio dell’Archeologia.
Le telecamere indossate, quelle posizionate sui particolari di scavo, o quelle pilotabili con zoom dal visitatore del sito internet www.raytalk.it, sono state un prezioso supporto tecnologico scientifico, didattico e mediatico, che hanno permesso di fare conoscere al mondo lo scavo, i ritrovamenti e le tecnologie RayTalk, superando le 100.000 visite alla diretta sul sito, proveniente da oltre 76 paesi da tutto il mondo, dall’Asia, all’America, all’Africa, all’Europa, ecc.
Anche il team degli archeologi negli anni ha rispecchiato la stessa internazionalità dello scavo e della sua notorietà, accogliendo restauratori, studenti e archeologi professionisti dagli Stati Uniti, dalla Russia, dal Canada, dalla Spagna, dal Perù, dalla Francia, dalla Danimarca, ecc.
L’importanza storica
Questo documento video e audio rimarrà l’unica testimonianza di un avvenimento irripetibile, il ritrovamento archeologico, che inesorabilmente, mentre viene scoperto, viene anche distrutto.
L’importanza del documento storico va pensata proiettata verso il futuro: chissà quali conclusioni o nuove interpretazioni potranno dare gli studiosi che fra 100 anni analizzeranno le riprese fatte oggi.
Esattamente quello che facciamo noi ora quando guardiamo una fotografia dei primi del novecento.
Gli scavi di Verucchio stanno proseguendo nella campagna scavi 2009-2010 e proseguiranno dopo la campagna estiva a Verucchio, anche nei laboratori di microscavo di Castel San Pietro BOLOGNA durante l’inverno e per il 2010, per i quali continueremo ad offrirvi informazioni e dettagli sempre sul sito internet www.raytalk.it, il Portale dell’Archeologia in diretta.
Le necropoli di Verucchio, che documentano un aspetto particolare della cultura villanoviana, constano di circa 500 tombe databili tra IX e VII secolo a.C., appartenenti in gran parte alle famiglie aristocratiche che controllavano la valle del Marecchia in quel periodo.: Le sepolture hanno restituito testimonianze straordinarie e uniche come i mobili, i tessuti, le ambre e le oreficerie che fanno del Museo una realtà di primaria importanza tra I musei archeologici dedicati all’età del ferro in Italia.
Anche nel 2009 il Museo Civico Archeologico di Verucchio in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Emilia Romagna e con il supporto della Provincia di Rimini riprenderà gli scavi nelle necropoli villanoviane di Verucchio.
L’ iniziativa è inserita nel programma del Festival del Mondo Antico. Lo scavo mira a chiarire questioni relative alle strutture funerarie messe in evidenza dalle ricerche condotte dal Museo e dalla Soprintendenza negli ultimi anni.
Allo stesso tempo il Museo conferma la sua vocazione a coniugare la ricerca scientifica con la comunicazione mettendo a disposizione del vasto pubblico la documentazione in tempo reale delle fasi preliminari, dei dettagli e dei materiali rinvenuti durante gli scavi
L’impegno della Soprintendenza ai Beni Archeologici, del Comune di Verucchio e della Provincia di Rimini proseguirà dopo lo scavo con il restauro del materiale rinvenuto, materiali che appena restaurati andranno ai incremetare le esposizioni del Museo, dei convegni e delle attività formative.